venerdì 6 febbraio 2009

Una risata salverà il mondo?



In un altro periodo, se la politica fosse altra, se il clima intorno fosse diverso, forse, e sottolineo forse, ci avrei riso. Se non respirassi aria di revisionismo, se questo non soffiasse sulla storia e sui valori fondamentali dell’umanità, sì, forse avrei riso. Avrei riso su Lefreve, su Maroni, su Berlusconi. Avrei riso su chi alla Prefettura di Trapani chiede il curriculum vitae di Peppino Impastato per potergli intestare una strada a Marsala, sulla burocrazia farraginosa che ci trasciniamo dietro, sulla paradossalità della richiesta. Ma oggi no, non ci riesco. E mi indigno e mi vergogno di essere italiana, di essere siciliana. Mi vergogno che la Memoria possa essere così sfrontatamente offesa, denigrata con una nochalance insolente e amorale.

L’approvazione all’unanimità del Consiglio comunale di Marsala della proposta del consigliere del PD di intestare una strada della città a Peppino Impastato si è arenata a Trapani - la città delle banche nella terra dei disoccupati - dove la Prefettura, probabilmente poco avvezza persino alle storie del cinema, ha chiesto il CV di Impastato per capire se era il caso di intestargli o no una strada.

Mentre Claudio Fava chiede le scuse del governo ai siciliani e invita i responsabili della richiesta a cambiare mestiere se non conoscono le vittime di mafia, dalla prefettura rispondono che l’acquisizione di informazioni biografiche su Peppino Impastato sia una tappa obbligata dell’iter burocratico.

E ci voleva un fax al comune di Marsala per averlo? Si può non sapere?

Non esiste ancora una via Peppino Impastato in nessun comune della provincia?
No - risponde piano Googlemap - fra i comuni siciliani solo a Cinisi, Terrasini, Bagheria e Calamonaci...
...Che abbiano intestato le vie illegalmente?


domenica 11 gennaio 2009

GrazieFaber

Sto guardando lo speciale su De Andrè su Rai3 e c’è un grumo di emozioni che non si scioglie…un grumo di verità e bellezza, che non muore e si rinnova ad ogni ascolto e ad ogni incontro. Grazie, Fabrizio, il tuo sentiero fiorisce per noi.

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai.

mercoledì 7 gennaio 2009

Scoli di memoria

Drop
Drop


passi lontani
Drop

porta via ogni dolcezza
porta via ogni rimorso

Drop

Drop



Drop

passaggi di luce
come un sibilo mi attraversi
eppure sei aria e muovi il mondo
Drop
Drop
Drop

Drop



non voltarti, Orfeo, o il mio ritorno non sarà mai abbastanza.

martedì 6 gennaio 2009

Dune

Suli e ventu
ti trasinu nfunnu o cori
ogni tantu t'assetti e talìi.

L'occhi si siccanu
un si viri bbonu
I peri s'abbrucianu e unn'affunnanu
un si viri bbonu.

Rarici funnuti
tempi antichi
tanti aibbuli nto deseittu.

L'occhi si siccanu
un si viri bbonu
I peri s'abbrucianu e unn'affunnanu
un si viri bbonu.

Dune su youtube

domenica 4 gennaio 2009

è tempo di andare

Quest’anno quest’inizio d’autunno nel meridione
m’impasticcio di mare di sabbia di sole
mi stropiccio all’albero
alle mele
come ci s’impasticcia di miele.
La notte, il cielo ha un buon odore di semi
la notte, il cielo scende sulla via polverosa
m’impasticcio di stelle.


Io m’abituo, mia rosa,
io m’abituo
al mare alla sabbia al sole alle mele alle stelle
è tempo di andare
mischiato
al sole alla sabbia alle mele alle stelle al mare.


Nazim Hikmet

martedì 23 dicembre 2008

il ritorno

voglia di andare, voglia di tornare
qual è l’andata e quale il ritorno?
dov’è la mia casa, dove la mia terra,
se quando torno le trovo cambiate… se
hanno vissuto senza me e io
ho vissuto senza loro,
possono ancora essere mie?

il mio armadio occupato,
i miei libri spostati,
la mia stanza senza più il mio odore

vago fremendo per ciò che è mio
per la mia anima che si fa strada, luce, insegna, passanti
persino le auto sono diverse
le nuvole hanno forme nuove
il verde della montagna
il blu del mare
cerco l’antico e non lo trovo
tutto è nuovo tutto è da conoscere da capo

un viaggio nel viaggio
resistenza dei ricordi allo scorrere del tempo
se ciò che ho dentro non esiste più
l’avrò forse sognato o sono ingannata

dove sono le mie radici? per quanto ancora vivrò di sole fronde?

la libertà di avere il mondo come casa
mi pesa a volte sul petto, mi curva le spalle e
arranco a volte cercando un abbraccio
per riposare, finalmente,
anima e anima

torneranno le lacrime ad ogni atterraggio torneranno domani
tornerà il balzo nel petto e non sarà di nostalgia ma di sgomento
scoprirò la solitudine di essere sola
nella mia casa che non è più mia

partirò ancora e tornerò ancora
e non sarò a casa, né qui né altrove

mercoledì 17 dicembre 2008

ECO

(Fuori campo, sipario chiuso)

Oh, gli errori! Sono fatali e imprevedibili. Proprio come i miracoli. Ed è così che oggi sento Medea, sento il suo nero mare montare, le acque gonfiarsi e minacciare tempesta. Soffia un vento torbido e pastoso, grigio come un fumo denso e non ho quiete. Come lei sono tradita, come lei medito vendetta. Ma non mi ritorcerò contro il mio grembo: non ho prole. Contro il mio sposo ricada la mia vendetta. Che sia felice, che raggiunga alte vette, perché sia più lunga e più grave la sua caduta.

S’alzi il sipario su questo primo giorno d’estate.